{"id":1181,"date":"2019-02-10T12:15:04","date_gmt":"2019-02-10T11:15:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/?p=1181"},"modified":"2019-02-10T12:25:27","modified_gmt":"2019-02-10T11:25:27","slug":"sophie-sui-tetti-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/sophie-sui-tetti-di-parigi\/","title":{"rendered":"Sophie sui tetti di Parigi"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; custom_padding=&#8221;0|0px|0|0px|false|false&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;Sophie sui tetti di Parigi&#8221; subhead=&#8221;di Katherine Rundell&#8221; background_overlay_color=&#8221;rgba(0,83,104,0.62)&#8221; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; title_font=&#8221;||||||||&#8221; title_font_size=&#8221;63px&#8221; title_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; content_font=&#8221;||||||||&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/castello_bn_1920x1080.jpg&#8221; text_shadow_style=&#8221;preset1&#8243;]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<p>[\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; custom_padding=&#8221;52.3594px|0px|1px|0px|false|false&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243; parallax=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.18&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Cinque buoni motivi per leggere &#8220;Sophie sui tetti di Parigi&#8221; di Kathrine Rundell<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La ritrovarono nella custodia di un violoncello che galleggiava al centro della Manica, la mattina del suo primo compleanno.<\/p>\n<p>Era l&#8217;unico essere vivente l\u00ec attorno, per miglia. C&#8217;era solo la bambina, qualche sedia elegante e la prua di una nave che spariva nell&#8217;oceano. Nella grande sala da pranzo la musica risuonava tanto forte e meravigliosa che nessuno si era accorto dell&#8217;acqua che invadeva la moquette. I violini erano andati avanti a suonare per qualche minuto anche dopo che la gente aveva cominciato a gridare.&#8221;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il bellissimo incipit di &#8220;Sophie sui tetti di Parigi&#8221;. Non solo per questo, ma anche per altri cinque buoni motivi vi consigliamo di leggere il libro. Ora ve li elenchiamo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sophie_sui_tetti_di_parigi-654x1024.jpg\" width=\"313\" height=\"490\" alt=\"\" class=\"wp-image-1186 alignnone size-large\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sophie_sui_tetti_di_parigi-654x1024.jpg 654w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sophie_sui_tetti_di_parigi-96x150.jpg 96w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sophie_sui_tetti_di_parigi-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sophie_sui_tetti_di_parigi-768x1203.jpg 768w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sophie_sui_tetti_di_parigi.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 313px) 100vw, 313px\" \/><\/p>\n<p><strong>L&#8217;ambientazione<\/strong>: con il naufragio della Queen Mary eccoci trasportati tra la fine dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento, quando si viaggiava su grandi e lussuosi transatlantici, quando si percorrevano le strade acciottolate con le carrozze trainate dai cavalli, quando viaggiare in treno era un&#8217;esperienza unica e i vagoni letto avevano specchi dorati e vasi da notte. Eccoci trasportati a Londra e da Londra a Parigi e qui, nella ville lumiere, pronti a guardare la citt\u00e0 da una prospettiva diversa: i tetti. Da lass\u00f9 Parigi \u00e8 una citt\u00e0 che brilla &#8220;di lampi e bagliori fugaci. Splendida come le uova Faberg\u00e9&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La trama<\/strong>: Charles Maxim, un gentleman inglese, si trova all\u2019interno del transatlantico Queen Mary nel momento in cui affonda. Riesce a trovare riparo su una scialuppa e a trarre in salvo anche una bambina che vede galleggiare all\u2019interno della custodia di un violoncello avvolta da alcuni spartiti. La porta con s\u00e9 a Londra, la chiama Sophie e diventa il suo tutore sorvegliato dall\u2019Ente Nazionale dell\u2019assistenza all\u2019infanzia. Ma quando Sophie compie tredici anni l&#8217;assistente sociale comunica a Charles che non potr\u00e0 pi\u00f9 occuparsi della bimba. Dal momento che Sophie sarebbe finita in orfanotrofio, i due decidono di scappare e di andare a Parigi alla ricerca della madre, di cui la bambina ha un ricordo indelebile. A Parigi Sophie incontra Matteo, un ragazzo che vive sui tetti e che l&#8217;aiuter\u00e0 nelle ricerche.<\/p>\n<p><strong>I personaggi e la loro filosofia<\/strong>: personaggi che come in &#8220;Capriole sotto il temporale&#8221;, un romanzo della stessa autrice pubblicato nel 2018 e candidato quest&#8217;anno al Premio Strega Ragazze e Ragazzi, sono anticonformisti e amanti della libert\u00e0. Charles ha le mani sempre sporche d&#8217;inchiostro, &#8220;il cappello malandato, con la tesa sul punto di staccarsi&#8221;, \u00e8 indifferente al denaro ed \u00e8 sempre circondato dai libri. Sophie invece \u00e8 una bambina dal &#8220;viso indagatore&#8221;, &#8220;sempre attento, sempre in ascolto&#8221;, conosce tutte le capitali a memoria, i nomi degli alberi, la grammatica e tutte le sue regole. Ma quello che rende la bambina speciale \u00e8 la sua filosofia di vita, quella che ha imparato dal padre adottivo e che si pu\u00f2 riassumere in una frase che i due spesso pronunciano: &#8220;Mai ignorare una possibilit\u00e0&#8221;. Questo le d\u00e0 il coraggio e la speranza di continuare a credere che la madre, anche lei a bordo del Queen Mary durante il naufragio, sia ancora viva, fino a convincere Charles ad andare a Parigi alla sua ricerca.<\/p>\n<p>Per lei, che \u00e8 una ragazza molto determinata, &#8220;quasi impossibile vuol dire che in fondo un po&#8217; \u00e8 possibile&#8221;. E allora eccola partire alla ricerca della mamma, con l&#8217;unico indizio di cui dispone: la custodia del violoncello all&#8217;interno della quale \u00e8 stata trovata. Perch\u00e9 &#8220;le mamme sono una cosa di cui hai bisogno, come l&#8217;aria, [&#8230;] e come l&#8217;acqua. [&#8230;] Le mamme sono un posto dove far riposare il cuore. Un rifugio dove fermarsi a prendere fiato&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il messaggio<\/strong>: l&#8217;autrice vuole dirci di non rinunciare mai ai nostri sogni e di credere sempre nelle intuizioni. Lo fa attraverso i personaggi di Charles e di Sophie, quest&#8217;ultima in particolare seguir\u00e0 il suo istinto e i suoi ricordi, i ricordi di un violoncello e di ampi pantaloni neri, quelli indossati dalla madre.<\/p>\n<p><strong>La tecnica della sospensione dell&#8217;incredulit\u00e0<\/strong>: Questo libro \u00e8 un romanzo fantastico in cui \u00e8 molto presente la tecnica della sospensione dell&#8217;incredulit\u00e0. Sophie che sopravvive al naufragio di una nave galleggiando nella Manica all&#8217;interno della custodia di un violoncello e che, pur avendo visto la mamma soltanto nel suo primo anno di vita ha ricordi nitidi di lei: i sui stessi capelli e la sua carnagione, i &#8220;pantaloni con le toppe all&#8217;altezza delle caviglie&#8221;, che la ricorda ballare &#8220;con i pantaloni tutte le volte che suonava il violoncello&#8221;. E infine Matteo che vive sui tetti, che si ciba di funghi trovati sulle grondaie e parla inglese per averlo imparato soltanto ascoltando le conversazioni dei ragazzi del parco. A tutto ci\u00f2 il lettore deve far finta di credere per lasciarsi trasportare magicamente in questa coinvolgente lettura.<\/p>\n<p>[Recensione a cura della classe I media, Lyc\u00e9e International di Saint Germain en Laye, Francia]<\/p>\n<p>Katherine Rundell, <em>Sophie sui tetti di Parigi<\/em>, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, 2016<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque buoni motivi per leggere &#8220;Sophie sui tetti di Parigi&#8221; di Kathrine Rundell &#8220;La ritrovarono nella custodia di un violoncello che galleggiava al centro della Manica, la mattina del suo primo compleanno. Era l&#8217;unico essere vivente l\u00ec attorno, per miglia. 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