{"id":1514,"date":"2019-05-25T19:42:14","date_gmt":"2019-05-25T17:42:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/?p=1514"},"modified":"2019-05-25T20:01:25","modified_gmt":"2019-05-25T18:01:25","slug":"intervista-a-fabio-geda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/intervista-a-fabio-geda\/","title":{"rendered":"Intervista a Fabio Geda"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; custom_padding=&#8221;0|0px|0|0px|false|false&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;Intervista a Fabio Geda&#8221; subhead=&#8221;a cura degli studenti della classe 3MA della Scuola Italiana Cristoforo Colombo di Buenos Aires&#8221; background_overlay_color=&#8221;rgba(0,83,104,0.62)&#8221; _builder_version=&#8221;3.18&#8243; title_font=&#8221;||||||||&#8221; title_font_size=&#8221;63px&#8221; title_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; content_font=&#8221;||||||||&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/castello_bn_1920x1080.jpg&#8221; text_shadow_style=&#8221;preset1&#8243;]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<p>[\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; custom_padding=&#8221;52.3594px|0px|1px|0px|false|false&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243; parallax=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.18&#8243;]<\/p>\n<ol>\n<li><strong>In quale circostanza ha conosciuto Enaiat e come \u00e8 nata l&#8217;idea di far diventare la sua storia un libro?<\/strong><br \/> Ci siamo incontrati durante una presentazione del mio primo romanzo. Lui era stato invitato a fare da controcanto, con la sua storia vera, alla storia da me inventata di un ragazzino romeno che viaggiava da solo, in Europa, per cercare suo nonno. Quando l&#8217;ho sentito parlare, e raccontare, ho percepito una grande sintonia tra il suo sguardo leggero, persino ironico, sulle proprie drammatiche vicende, e quello che io tentavo di fare con la mia scrittura. In quel momento, quella sera stessa, &#8220;Nel mare ci sono i coccodrilli&#8221; ha cominciato a nascere. Dopo quell\u2019incontro abbiamo continuato a sentirci e quando ho capito che a lui avrebbe fatto davvero piacere condividere la sua storia allora ci siamo messi a lavorare al libro.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/fabiogeda-1024x685.jpg\" width=\"566\" height=\"378\" alt=\"\" class=\"wp-image-1509 alignnone size-large\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/fabiogeda-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/fabiogeda-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/fabiogeda-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/fabiogeda-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/fabiogeda-1080x723.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Hussein Al\u00ec \u00e8 convinto che nel mare ci siano i coccodrilli e ne ha paura perch\u00e9 non sa nuotare. Chi sono in realt\u00e0 i coccodrilli?<\/strong><br \/> Il titolo nasce da questa considerazione: il fatto che quel giorno, su quella spiaggia, in Turchia, ci fosse qualcuno che aveva paura dei coccodrilli, che non c\u2019erano, quando invece c&#8217;erano molte cose vere di cui avere paura, come la polizia o i traghetti enormi, \u00e8 la prova definitiva che quella persona era un bambino. Perch\u00e9 avere paura delle cose che non ci sono, tipo il mostro nell\u2019armadio, o i fantasmi, \u00e8 un atteggiamento tipico dell\u2019infanzia. Ma di solito i bambini hanno degli adulti accanto a loro, pronti a spiegare che il mostro nell\u2019armadio non c\u2019\u00e8, e che i fantasmi non esistono. Ma quel giorno, su quella spiaggia, gli adulti erano assenti. Noi, non c\u2019eravamo. Ecco, il titolo \u00e8 un grido di allarme: perch\u00e9 gli adulti, in certi posti del mondo, continuano a essere assenti?<\/li>\n<li><strong>Sono passati quasi trenta anni dalla terribile &#8220;fuga&#8221; di Enaiat. Che cosa \u00e8 cambiato da allora in Afghanistan?<\/strong><br \/> La situazione \u00e8 ancora drammatica. Ogni giorno il Paese \u00e8 squassato da attentati, il sistema scolastico \u00e8 pessimo, l\u2019economia ristagna. Forse non sono pi\u00f9 i Talebani, il problema principale, ma comunque la nazione \u00e8 ostaggio di gruppi di guerriglieri e di lotte intestine che lo rendono un luogo pericoloso da cui tanti cercano continuamente di scappare.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;emigrazione esiste da sempre ma oggi \u00e8 vissuta con grande disagio dai Paesi in cui sono diretti coloro che fuggono dalla guerra, dalla povert\u00e0 o dalle dittature. Secondo lei, perch\u00e9 si ha tanta paura dello straniero? Che cosa si potrebbe fare per aiutare chi non ha lavoro, cibo e diritti e, in particolare, i minori che emigrano senza famiglia?<br \/> <\/strong>Il problema di base credo sia semplice: sia chiama egoismo. Le popolazioni che hanno raggiunto un certo livello di benessere non sono disposte a rinunciare a una parte della loro ricchezza per far stare meglio quelle pi\u00f9 povere. La ricchezza sarebbe da redistribuire, ma chi ha di pi\u00f9 si tiene stretti i propri privilegi a scapito di chi ha di meno.\u00a0\u00a0Lo straniero ci fa paura quando pensiamo che venga a toglierci\u00a0qualcosa, quando pensiamo che la sua presenza possa peggiorare la qualit\u00e0 della nostra vita. Un bravo medico straniero non ci d\u00e0 fastidio, ovviamente, perch\u00e9 pensiamo possa esserci utile. Ci danno fastidio i mendicanti, invece. Chi ha di meno. Chi \u00e8 meno istruito. E finisce che le nazioni pi\u00f9 ricche invece che far la guerra alla povert\u00e0 la fanno ai poveri.<\/li>\n<li><strong>A quale libro sta lavorando in questo momento?<\/strong><br \/> A una storia su quando i genitori invecchiano e i figli vanno via di casa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quale circostanza ha conosciuto Enaiat e come \u00e8 nata l&#8217;idea di far diventare la sua storia un libro? Ci siamo incontrati durante una presentazione del mio primo romanzo. 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