{"id":1934,"date":"2019-12-27T16:57:13","date_gmt":"2019-12-27T15:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/?p=1934"},"modified":"2019-12-27T16:57:13","modified_gmt":"2019-12-27T15:57:13","slug":"il-bambino-che-guarda-lisola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/il-bambino-che-guarda-lisola\/","title":{"rendered":"Il bambino che guarda l&#8217;isola"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;3.22.3&#8243; custom_padding=&#8221;0|0px|0|0px|false|false&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;Il bambino che guarda l&#8217;isola&#8221; subhead=&#8221;di Guido Quarzo&#8221; background_overlay_color=&#8221;rgba(0,83,104,0.62)&#8221; _builder_version=&#8221;3.24&#8243; title_font=&#8221;||||||||&#8221; title_font_size=&#8221;63px&#8221; content_font=&#8221;||||||||&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/castello_bn_1920x1080.jpg&#8221; title_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; text_shadow_style=&#8221;preset1&#8243;]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<p>[\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.22.3&#8243; custom_padding=&#8221;52.3594px|0px|1px|0px|false|false&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.25&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.0.9&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Recensione a cura di Julie ed Elettra, classe III media, Lyc\u00e9e International di Saint Germain en Laye &#8211; Francia<\/strong><\/p>\n<p>Se siete alla ricerca di una lettura appassionante, intrigante e che esce dall&#8217;ordinario, allora questo libro fa per voi. Stiamo parlando di &#8220;Il bambino che guarda l&#8217;isola&#8221; scritto da Guido Quarzo, un libro che abbiamo letto insieme in classe.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/il_bambino_che_guarda_lisola.jpg\" width=\"322\" height=\"475\" alt=\"\" class=\"wp-image-1935 alignnone size-full\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/il_bambino_che_guarda_lisola.jpg 339w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/il_bambino_che_guarda_lisola-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/il_bambino_che_guarda_lisola-102x150.jpg 102w\" sizes=\"(max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/p>\n<p>Ecco quindi a voi cinque buoni motivi per cui dovreste considerare questa opzione:<\/p>\n<p><strong>La trama<\/strong>: \u00e8 la storia di Emilio, un adulto che ha perso la memoria e che racconta storie disegnandole col carboncino, e di Milo, un bambino che ha perso suo padre e a cui piace ascoltare storie. Un giorno d&#8217;inverno, mentre in spiaggia sta disegnando le onde, Emilio incontra Milo e subito i due diventano amici. Entrambi sono attratti dall&#8217;isola di fronte: Emilio perch\u00e9 pensa che suo padre si trovi l\u00ec ed Emilio perch\u00e9 ha l&#8217;impressione di averla gi\u00e0 vista. Grazie a Milo, Emilio ritrova il piacere di raccontare storie, ed \u00e8 cos\u00ec che nasce una storia nella storia. Emilio infatti comincia a raccontare al suo giovane amico la storia di pittore, Emilio Taverna, a cui \u00e8 stato chiesto di fare in segreto il ritratto del figlio del conte, proprio poco tempo prima della sua scomparsa&#8230;<\/p>\n<p><strong>I protagonisti del racconto<\/strong>: i due personaggi principali del libro attraversano un periodo complicato della loro vita e grazie alla loro amicizia riescono a superare le loro difficolt\u00e0. Emilio \u00e8 a nostro parere uno dei personaggi pi\u00f9 carismatici del racconto. Come \u00e8 gi\u00e0 stato accennato precedentemente, ha perso la memoria e si potrebbe pensare che questa storia tratti di come \u00e8 dovuto ripartire dal nulla, ma non \u00e8 cos\u00ec. Andando in una cittadina della Liguria, posto in cui si svolge la vicenda, Emilio comincer\u00e0 a sentire di esserci gi\u00e0 stato. Si render\u00e0 conto che alcune delle sue invenzioni in realt\u00e0 riflettono il suo passato, ma soprattutto che la sua vita prima di perdere la memoria non era cos\u00ec banale come credeva che fosse. E oltre a ci\u00f2, trover\u00e0 la forza di cominciare una nuova vita con il suo amico Milo, infatti in conclusione del libro Emilio dice: &#8220;In fondo per chi non ha memoria come me, ogni punto \u00e8 buono per ripartire. E a dire la verit\u00e0, questo mi sembra il punto migliore che mi sia capitato finora&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le illustrazioni del libro<\/strong>: sono i disegni che Emilio realizza a carboncino per il suo amico Milo e che permettono anche al lettore di visualizzare subito l&#8217;ambiente e i personaggi. Questo facilita l&#8217;immersione del lettore nel racconto.<\/p>\n<p><strong>Una citazione<\/strong>: sono tanti i messaggi che questo libro di Guido Quarzo veicola, in particolare\u00a0 ci ha fatto riflettere quanto l&#8217;autore afferma a pagina 84: &#8220;Ci sono azioni a cui non si pu\u00f2 rimediare. [&#8230;] Certe volte \u00e8 proprio impossibile tornare indietro: se rompi un vaso puoi cercare di incollare i pezzi, ma non torner\u00e0 mai come prima&#8221;. L&#8217;autore ci invita quindi a pensare sempre alle conseguenze che avranno le nostre azioni dato che non \u00e8 possibile ritornare sui nostri passi e oltre a ci\u00f2 ci invita a valutare come alcune decisioni possono influire sulla nostra vita futura.<\/p>\n<p><strong>Un episodio particolarmente significativo<\/strong>: a nostro parere \u00e8 quello intitolato &#8220;Sabato pomeriggio&#8221;, in cui i personaggi principali affrontano un tratto di mare per andare sull&#8217;isola di Bergeggi e incontrare i loro fantasmi (per Emilio i fantasmi del passato, la memoria, e per Milo il fantasma del padre). Questo \u00e8 anche il capitolo che segna la conclusione del racconto nel racconto, con un finale che lascia il lettore stupefatto.<\/p>\n<p><strong>Guido Quarzo, <em>Il bambino che guarda l\u2019isola<\/em>, Salani, 2011<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione a cura di Julie ed Elettra, classe III media, Lyc\u00e9e International di Saint Germain en Laye &#8211; Francia Se siete alla ricerca di una lettura appassionante, intrigante e che esce dall&#8217;ordinario, allora questo libro fa per voi. 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