{"id":1977,"date":"2020-01-18T16:06:23","date_gmt":"2020-01-18T15:06:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/?p=1977"},"modified":"2020-01-18T16:06:23","modified_gmt":"2020-01-18T15:06:23","slug":"la-meravigliosa-macchina-di-pietro-corvo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/la-meravigliosa-macchina-di-pietro-corvo\/","title":{"rendered":"La meravigliosa macchina di Pietro Corvo"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;3.22.3&#8243; custom_padding=&#8221;0|0px|0|0px|false|false&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;La meravigliosa macchina di Pietro Corvo&#8221; subhead=&#8221;di Guido Quarzo&#8221; background_overlay_color=&#8221;rgba(0,83,104,0.62)&#8221; _builder_version=&#8221;3.24&#8243; title_font=&#8221;||||||||&#8221; title_font_size=&#8221;63px&#8221; content_font=&#8221;||||||||&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/castello_bn_1920x1080.jpg&#8221; title_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; text_shadow_style=&#8221;preset1&#8243;]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<p>[\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.22.3&#8243; custom_padding=&#8221;52.3594px|0px|1px|0px|false|false&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.25&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.0.11&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Recensione a cura di Greta, Martina, Aurora, Sofia, Martina, classi II e III media, Lyc\u00e9e International di Saint Germain en Laye (Francia)<\/strong><\/p>\n<p>Ciao, mi chiamo &#8220;La meravigliosa macchina di Pietro Corvo&#8221; e credo, anzi sono sicuro di valere la pena di essere letto! Per convincervi a scegliere me tra i tanti romanzi di una libreria, vi elencher\u00f2 cinque buoni motivi per farlo.<\/p>\n<p>Per prima cosa mi presenterei, cos\u00ec da non essere per voi un perfetto sconosciuto. Allora come ho gi\u00e0 detto mi chiamo &#8220;La meravigliosa macchina di Pietro Corvo&#8221;, mio padre \u00e8 Guido Quarzo, una madre non ce l&#8217;ho e non ho nemmeno fratelli. Per\u00f2 tu, lettore, se mi sceglierai, sarai per me come un fratello. Oltre a questo non so molto sulla mia famiglia, ma potrei raccontarti un po&#8217; la mia storia. Allora, da dove inizio? Ah s\u00ec, Giacomo, un giovane orfano dell&#8217;Albergo di Virt\u00f9, viene adottato da Pietro Corvo, famoso orologiaio di Torino, e lo aiuta a svolgere i lavori nella sua bottega. Pietro Corvo \u00e8 innamorato pazzo della figlia del Marchese di Moncalvo, la bellissima Irina. Ma un giorno Irina si arrabbia e se la prende con Mastro Corvo. Lui ci rimane molto male e per un paio di giorni non fa che leggere un libricino di Julien Offray de la Mettrie che il Marchese gli aveva regalato per farsi perdonare dell&#8217;umiliazione subita. Da questo libro Pietro Corvo prender\u00e0 l&#8217;idea di costruire in tutta segretezza un automa che avr\u00e0 le sembianze di Irina. Il suo lavoro procede bene ma un giorno scopre che un grande meccanico, Jacques de Vaucanson, ha creato due automi, un&#8217;anatra e un uomo che suona il flauto. Allora decide di mettersi in viaggio per Parigi e di incontrarlo per parlare con lui. \u00c8 qui, caro lettore, che le avventure di Giacomo e Pietro Corvo cominciano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.unalinguadaleggere.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/la_meravigliosa_macchina_di_pietro_corvo-689x1024.jpg\" width=\"318\" height=\"473\" alt=\"\" class=\"wp-image-1978 alignnone size-large\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p>Come secondo motivo per leggere questo libro vi direi che vi imbatterete in personaggi molto interessanti. In primis vi parlerei del mio personaggio preferito, Jean Renard, detto anche Jean il Testardo. \u00c8 un personaggio che mi piace particolarmente perch\u00e9 \u00e8 folle, pieno di idee, presentimenti, voglia di vivere la vita. Oltre a lui non si pu\u00f2 fare a meno di citare Pietro Corvo, il protagonista del racconto, che non \u00e8 un principe azzurro sul suo cavallo bianco, non \u00e8 dotato di poteri magici, non \u00e8 un eroe, anzi, svolge un umile lavoro, l&#8217;orologiaio, e il suo aspetto incute paura. Tuttavia, pur non essendo un eroe, \u00e8 un uomo che dedica la propria vita al suo lavoro e a perfezionare un sogno: costruire una macchina che rappresenti la donna che ama pur sapendo che lei non contraccambier\u00e0 mai i suoi sentimenti. Pietro Corvo \u00e8 un uomo devoto e appassionato che ha fretta di effettuare le consegne non per avidit\u00e0 ma vedere gli sguardi ammirati dei clienti posarsi sulla sua opera o la delizia che traspariva negli occhi di chi ascoltava i suoi carillon. Desiderando trasmettere il suo sapere, adotta Giacomo, un ragazzo orfano, che per\u00f2 non tratta come un apprendista ma come un figlio. Quest&#8217;uomo vedr\u00e0 il suo amore contraccambiato perch\u00e9 quando ne avr\u00e0 pi\u00f9 bisogno, Giacomo lo accoglier\u00e0 a sua volta come un padre, cos\u00ec come lui lo aveva accolto come un figlio. Ed \u00e8 per questo che, per quanto le macchine sembrino perfette non potranno mai sostituire gli uomini perch\u00e9 mancher\u00e0 sempre loro una cosa essenziale: i sentimenti.<\/p>\n<p>Come terzo motivo prover\u00f2 a sciogliere i vostri cuori con una frase filosofica, una di quelle frasi per le quali mio padre Guido Quarzo dimostra una particolare bravura nella scrittura: &#8220;La mente pu\u00f2 percorrere enormi distanze, ma serve un lume per vedere lontano, il lume della ragione&#8221;. Vi ho conquistati? Direi di s\u00ec&#8230; A me questa frase piace molto essendo per me fondamentale essere giusti e corretti per proseguire nella vita e per fare questo abbiamo anche bisogno di conoscenze.<\/p>\n<p>Dai, siamo quasi giunti al termine con il penultimo motivo, cio\u00e8 lo sfondo storico del romanzo che \u00e8 infatti ambientato nel 1700, un periodo in cui uno come me, un libro, a volte non era autorizzato a essere letto. Significativo il fatto che Jean Jacques Rousseau, che \u00e8 uno dei personaggi del racconto, pensi di farsi prete. Perch\u00e9? Per avere la possibilit\u00e0 di leggere tutti i libri del mondo. In quel periodo infatti solo gli uomini di Chiesa erano autorizzati a leggere tutti i libri esistenti per capire quali erano quelli da mettere al bando. Rousseau nel romanzo dice: &#8220;Scrivere libri \u00e8 mestiere non del tutto privo di rischi&#8221;. Era quindi pericoloso sia scriverli sia leggerli.<\/p>\n<p>Lo stesso <em>Homme Machine <\/em>di Julien Offray de la Mettrie, il piccolo libro che Corvo aveva ricevuto in dono dal Marchese, era un libro proibito, condannato dalla Chiesa, bruciato sulle piazze perch\u00e9 de la Mettrie sosteneva che l&#8217;uomo altro non \u00e8 che una macchina e che l&#8217;anima non esiste. E Pietro Corvo sfida il divieto e lo legge e rilegge forse perch\u00e9 il pericolo e l&#8217;avventura ci attraggono pi\u00f9 di quanto si possa immaginare. L&#8217;orologiaio \u00e8 ossessionato da quel libro, tanto da dedicarci tutta la vita, ma non riuscir\u00e0 a costruire l&#8217;automa per una ragione molto semplice: l&#8217;umano non si pu\u00f2 fare macchina e la macchina non si pu\u00f2 fare uomo. Guido Quarzo ci mette in guardia dai rischi della tecnologia moderna, ha scelto il passato per parlare del futuro. Perch\u00e9? Forse perch\u00e9 gli uomini hanno sempre imparato dal passato, senza il quale non ci sarebbe futuro. E in questo periodo in cui i robot diventano sempre pi\u00f9 intelligenti, il libro di Guido Quarzo pu\u00f2 far sorgere una domanda: sapremo fermarci come Pietro Corvo?<\/p>\n<p>Da ultimo non posso fare a meno di elencare il quinto motivo per il quale dovreste subito afferrarmi dallo scaffale della libreria e portarmi a casa con voi: il messaggio che voglio trasmettere. Fin dalle prime pagine vi insegno infatti a non giudicare le apparenze, in particolare quando Pietro Corvo pronuncia questa frase: &#8220;Giacomo, l&#8217;apparenza inganna, \u00e8 una lezione che prima s&#8217;impara meglio \u00e8, credimi&#8221;. Irina \u00e8 infatti una donna bellissima ma molto superficiale e crudele, al contrario Pietro Corvo \u00e8 molto brutto d&#8217;aspetto, talmente brutto che lui stesso si definisce &#8220;l&#8217;uomo pi\u00f9 brutto della terra&#8221;, ma ha un cuore d&#8217;oro ed \u00e8 leale verso il prossimo. Ma Guido Quarzo non si ferma qui, fa evolvere i suoi personaggi, li fa crescere e maturare. Irina stessa dopo la morte del padre capisce i suoi errori e apre gli occhi sulla realt\u00e0, apprezzando ci\u00f2 che va oltre l&#8217;aspetto esteriore e il denaro.<\/p>\n<p>Irina dichiara: &#8220;Compresi che vivevo come un automa. Come tutti si aspettavano che vivessi. [&#8230;] io e il vostro automa eravamo uguali. Per questo odiai voi e la vostra creatura, come si pu\u00f2 odiare chi ci svela una verit\u00e0&#8221;. Insomma, non c&#8217;\u00e8 bisogno di essere macchine per essere privi di sentimenti, a volte gli uomini possono vivere come degli automi.<\/p>\n<p><strong>Guido Quarzo, <em>La meravigliosa macchina di Pietro Corvo<\/em>, Salani, 2013<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione a cura di Greta, Martina, Aurora, Sofia, Martina, classi II e III media, Lyc\u00e9e International di Saint Germain en Laye (Francia) Ciao, mi chiamo &#8220;La meravigliosa macchina di Pietro Corvo&#8221; e credo, anzi sono sicuro di valere la pena di essere letto! 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